Chi siamo

Il Comitato Cremona Pride

È un’Organizzazione di Volontariato nata a marzo 2021 e che vede collaborare al suo interno privat* cittadin* e altri soggetti organizzati, come Arcigay Cremona ”La Rocca” e il Collettivo “Il Megafono”. Oltre al Consiglio Direttivo, il Comitato sta accogliendo sempre più persone che hanno voglia di mettersi in gioco, per unire un’intera città in favore dei diritti di chiunque, sotto i colori della bandiera arcobaleno.

01.

— Cos’è un pride?

Il pride, la manifestazione dell’orgoglio della comunità LGBTQIA+, è nato dalla rivendicazione di riconoscimento e di visibilità, dalla necessità di abbattere i muri del pregiudizio e di realizzare una società aperta, inclusiva e libera, basata sull’autodeterminazione di ogni essere umano. 

02.

— Perché un pride a Cremona?

Perché le persone che fanno parte della comunità LGBTQIA+ cremonese hanno bisogno di vedere che anche una città e una provincia come la nostra può essere un luogo sicuro in cui essere se stessi e vivere bene, senza spingerle a cercare una safe zone nelle città più grandi che gravitano intorno a Cremona. Per dare loro un posto nel mondo.

03.

— Chi va al pride?

Chiunque! Il Cremona Pride vuole infatti accogliere  la cittadinanza nella sua totalità: non sarà un momento né un luogo “circoscritto” solo a determinate fette della popolazione. Quello che vogliamo, anzi, è riuscire a intercettare quante più persone eterogenee possibili nel rispetto di tutt* coloro che decideranno di scendere per le strade cremonesi.

Il manifesto

Il Pride, la manifestazione dell’orgoglio della comunità LGBTQIA+, nacque dalla rivendicazione di riconoscimento e di visibilità, dalla necessità di abbattere i muri del pregiudizio e di realizzare una società aperta, inclusiva e libera, basata sull’autodeterminazione di ogni essere umano.

Anche Cremona e il suo territorio hanno deciso di esserci e di far parte di questa storia: si costituisce il Comitato Cremona Pride, per ribadire che tutte le persone debbano avere la possibilità di conquistare il proprio posto nel mondo.

Dai moti di Stonewall del 1969 la nostra comunità lotta in ogni parte del pianeta perché ciò accada, a partire dal superamento delle discriminazioni per identità di genere e orientamento sessuale. Lotta perché i diritti all’autodeterminazione, all’amore, al lavoro e alla salute siano universali, per dare voce a chi non ne ha, per costruire un futuro migliore. Lotta per difendere e promuovere la laicità delle istituzioni, per vincere l’omobitransfobia, la misoginia, il razzismo, l’abilismo e ogni tipo di fascismo. Lotta per contrastare la violenza e il bullismo e prevenire le loro dolorose conseguenze. 

Il Comitato Cremona Pride si fa portavoce di queste istanze nel nostro territorio, in stretta collaborazione con Arcigay Cremona “La Rocca”, consapevoli dell’importanza che hanno il reciproco coinvolgimento e la più ampia partecipazione nel cammino da percorrere. Il Cremona Pride si rivolge a chiunque abbia a cuore il benessere di ogni persona, senza alcuna distinzione, con l’obiettivo di creare una rete che coinvolga la cittadinanza tutta, le associazioni, le imprese, i partiti, i sindacati, gli enti privati e le istituzioni pubbliche, con cui si auspica di aprire un confronto costruttivo.

In particolar modo il Comitato sollecita tutte le istituzioni – attraverso la formazione e la sensibilizzazione a tutti i livelli – alla promozione di una cultura attenta ai temi della comunità LGBTQIA+, ad una maggiore tutela dei diritti e della privacy con riferimento all’appartenenza di genere e all’orientamento sessuale.

Nello specifico chiede:

al Comune ed alla Provincia di Cremona:

  • il riconoscimento di entrambi i genitori di figlie e figli delle coppie di persone dello stesso sesso, a difesa del diritto del minore ad una continuità familiare affettiva;
  • di dare riscontro alle istanze ed alle necessità specifiche delle persone LGBTQIA+ nell’offerta dei propri servizi e nell’esercizio delle proprie funzioni (ad esempio per le persone disabili e per tutte le fragilità, anche sociali);

alla Regione Lombardia:

  • l’inizio della discussione e l’approvazione del Progetto di legge “Iolanda Nanni”, Norme contro la discriminazione determinata dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere;
  • l’accesso inclusivo ai servizi regionali e al Sistema Socio-Sanitario, con un’attenzione particolare alle iniziative legate alla diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili, con un approccio non sierofobico;
  • il superamento di qualsiasi indirizzo politico contrario al pieno godimento dei diritti;

allo Stato italiano:

  • l’approvazione definitiva della legge contro l’omobitransfobia “Ddl Zan”, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere;
  • il raggiungimento del matrimonio egualitario, come completamento del percorso iniziato con le unioni civili e per garantire a tutte le coppie pari diritti e doveri davanti alla legge;
  • la riforma della legge sulle adozioni, allargando l’accesso alle famiglie omogenitoriali e monoparentali;
  • il superamento del binarismo di genere a livello giuridico e amministrativo, vietando la riassegnazione di genere non consensuale su persone intersessuali minorenni;
  • il superamento della legge 164/1982 che disciplina le norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso;
  • l’accesso alla fecondazione assistita per le coppie omogenitoriali;
  • l’apertura di un dibattito serio e aggiornato sulla pratica della gestazione per altri (GPA), coinvolgendo le associazioni, le forze politiche, il legislatore e la collettività;
  • il superamento della divisione di genere nelle liste elettorali in tutela delle persone nonbinary/transgender.

I passi da compiere perché tutte le persone occupino il proprio posto nel mondo restano ancora molti, ma non è mai troppo presto, né troppo tardi per iniziare a cambiare: il tempo è ora!