Comunicato del CremonaPride a conclusione della manifestazione

Comunicato del CremonaPride a conclusione della manifestazione

Comunicato del Comitato CREMONAPRIDE del 31/05/2026 

Esaustə e frastornatə ma felice.

Il Cremona Pride è partito ancora una volta dal basso. Un anno e mezzo di lavoro volontario per raccogliere i fondi necessari e quasi due anni di comunità, formazione e sensibilizzazione.

Non sarebbe stato possibile senza il grande lavoro di chi ha scelto di mettersi in gioco, nonostante gli imprevisti e i problemi che sempre accompagnano una grande manifestazione come la nostra.

Ma è anche il caloroso supporto delle persone alleate che ci ha dato e ci dà la forza per superare gli attacchi, le strumentalizzazioni, l’odio on e offline.

Il vostro supporto è il megafono che amplifica le nostre voci.

Vedere quanta omotrans-negatività esiste ancora nel 2026 ha rafforzato le nostre convinzioni, ma è la vostra presenza a darci il carburante necessario.

È la percezione di collettività e fratellanza che ci ha permesso di crederci fino in fondo.

È questa la parte bella di Cremona che amiamo e che ci rende orgogliosə di abitarla.

Era chiaro già dalla prima edizione del 2022: la comunità cremonese ha scelto che strada intraprendere.

Cremona non è più un posto che nasconde le nostre esistenze sotto al tappeto o che le relega esclusivamente a spazi invisibili, né che se ne cura solo quando queste fanno così tanto rumore da non poter essere ignorate.

Cremona è abitata anche da persone LGBTQIA+, per quanto diverse, diversissime, tra loro.

A Cremona vivono, lavorano persone LGBTQIA+ assieme alle proprie famiglie.

Cremona è visitata e attraversata da persone queer ogni giorno.

Noi persone LGBTQIA+ facciamo parte del tessuto sociale cittadino, con le nostre individualità e diversità, modalità di espressione e con le nostre rivendicazioni.

Ci siamo sempre statə.

Ci siamo ora e lo abbiamo dimostrato sabato 30 maggio. Ci saremo sempre.

Cremona Pride 2026, non il primo, non l’ultimo.

Perché ce la possiamo raccontare quanto ci pare, ma la realtà è che l’indignazione sociale è mediata dal clima di omonegatività e dai sentimenti che esso produce.

L’idea che un qualsiasi elemento queer possa essere pubblicamente visibile (esistendo, semplicemente) scatena un panico morale irrazionale 100 volte superiore a qualsiasi altra cosa realmente problematica. Ma noi sapevamo a cosa saremmo andati incontro.

E l’abbiamo fatto con le associazioni del terzo settore, con tantissimi esercizi commerciali locali, con le Istituzioni, i collettivi, con la rete anti discriminazione della nostra città e con tante, tantissime altre persone che hanno scelto di stare dalla parte giusta.

Abbiamo trovato insieme la forza di farlo a volto scoperto, sapendo che queste ondate di negatività hanno proprio lo scopo di ricacciarci nella vergogna e nel silenzio. 

Abbiamo trovato insieme la forza di farlo a volto scoperto, sapendo che queste ondate di negatività hanno proprio lo scopo di ricacciarci nella vergogna e nel silenzio. 

Saranno queste che ci affiancheranno il 30 maggio – perché la migliore risposta a tutto quest’odio è la presenza attiva.

Cremona ha bisogno che le cittadine e i cittadini siano presenti per dire a gran voce che non siamo più nel secolo scorso; che Cremona non resterà il fanalino di coda sui diritti civili e che le persone LGBTQIA+ devono poter vivere sicure e con gli stessi diritti di tutte le altre, sul nostro territorio.

Noi ci saremo pur sapendo che qualsiasi cosa verrà usata contro di noi per strumentalizzare la manifestazione. 

Infine, vogliamo rassicurare chi ci sostiene: i commenti violenti verso di noi e verso la nostra comunità non resteranno ignorati e saranno segnalati e tenuti da conto per provvedimenti opportuni. 

Vi invitiamo a non cedere alle provocazioni e a non rispondere con lo stesso tenore, perché è ciò che cercano.

La nostra risposta sarà in piazza il 30 maggio.